"Esercizi commerciali anomali in Via Circonvallazione Canale Molinetto e Gulli"
venerdì 28 agosto 2009
"Riceviamo segnalazioni sui vari problemi legati a esercizi commerciali - scrivono Eugenio Costa e Mirko De Carli di Fi-Pdl e Giulio Bazzocchi del Circolo More - "non ben definiti" presenti in Via Circonvallazione al Molino e Via Gulli gestiti da extracomunitari: criticità già rilevate in situazioni analoghe presenti nel Quartiere S.Agata e Isola San Giovanni.
La chiusura di questi esercizi è prevista per le 22.00 (nel caso di Via
T. Gulli non sono nemmeno indicati gli orari): questo crea disagio per
le famiglie che abitano nelle vicinanze, spesso disturbate in orari
notturni dai dialoghi delle persone presenti davanti all'esercizio,
spesso riunite in folti gruppi con disponibilità di birra.
Come capita per il Quartiere S.Agata l'orario di chiusura non è adeguato alla zona e il negozio è usato anche, appunto, per bere sostanze alcoliche. Da questo deriva la non ben definita destinazione di questi esercizi commerciali che nascono come generi alimentari ma poi vengono adibiti a attività similari ai "pub".
Dove si vendono bevande, soprattutto alcoliche, non si possono consumare nel marciapiede adiacente al negozio. Questo consumo inoltre porta a lasciare all'esterno scatole in cartone di birra (per lo più vuote). I cittadini inoltre lamentano l'occupazione del marciapiede e i modi non proprio civili di alcuni dei clienti dei negozi.
Il nostro non vuole essere un attacco a questo tipo di attività nè tantomeno ai loro proprietari, anzi i problemi di gestione sono complessivi, da regolamentare su tutto il territorio comunale, per non fare sì che avvenga quello che sta succedendo nel Quartiere S.Agata e cioè che il Quartiere rischi di divenire un ghetto dove non esiste integrazione.
Quest'ultima è possibile solo se ci sono regole certe, rispettate da chi viene a vivere qui, regole serie che gestiscano il rapporto tra italiani e stranieri, nel rispetto reciproco assicurato da norme certe e chiare. La libertà è possibile nella certezza che nessuno può approfittare dell'altro.
Le nostre proposte, comuni per tutti i tipi di esercizi commerciali di questo genere, sono le seguenti:
a. orari di chiusura uguali a quelli dei negozi italiani e domenica chiusura giornaliera;
b. definizione certa dell'esercizio commerciale;
c. previsione dell'opportunità di applicazione di ordinanza anti-vetro e/o anti-alcol".
Come capita per il Quartiere S.Agata l'orario di chiusura non è adeguato alla zona e il negozio è usato anche, appunto, per bere sostanze alcoliche. Da questo deriva la non ben definita destinazione di questi esercizi commerciali che nascono come generi alimentari ma poi vengono adibiti a attività similari ai "pub".
Dove si vendono bevande, soprattutto alcoliche, non si possono consumare nel marciapiede adiacente al negozio. Questo consumo inoltre porta a lasciare all'esterno scatole in cartone di birra (per lo più vuote). I cittadini inoltre lamentano l'occupazione del marciapiede e i modi non proprio civili di alcuni dei clienti dei negozi.
Il nostro non vuole essere un attacco a questo tipo di attività nè tantomeno ai loro proprietari, anzi i problemi di gestione sono complessivi, da regolamentare su tutto il territorio comunale, per non fare sì che avvenga quello che sta succedendo nel Quartiere S.Agata e cioè che il Quartiere rischi di divenire un ghetto dove non esiste integrazione.
Quest'ultima è possibile solo se ci sono regole certe, rispettate da chi viene a vivere qui, regole serie che gestiscano il rapporto tra italiani e stranieri, nel rispetto reciproco assicurato da norme certe e chiare. La libertà è possibile nella certezza che nessuno può approfittare dell'altro.
Le nostre proposte, comuni per tutti i tipi di esercizi commerciali di questo genere, sono le seguenti:
a. orari di chiusura uguali a quelli dei negozi italiani e domenica chiusura giornaliera;
b. definizione certa dell'esercizio commerciale;
c. previsione dell'opportunità di applicazione di ordinanza anti-vetro e/o anti-alcol".







