De Carli e Bazzocchi: "La Gelmini valorizza la scuola"
venerdì 11 settembre 2009
"Ribadiamo con forza - scrivono Mirko De Carli (Pdl) e Giulio Bazzocchi (Forum Per una scuola libera) - all'inizio dell'anno scolastico e all'inizio delle ennesime proteste pre-autunnali, che il Governo si sta impegnando a fondo da un anno per ridare alla scuola italiana quello che merita.
Quindi un corpo insegnanti valorizzato nel merito e nella retribuzione mensile, l'inserimento progressivo di tutti i precari e il loro sostegno con la preparazione di un decreto legge, con la partecipazione delle Regioni (ancora l'Emilia-Romagna non si è pronunciata) ad integrare l'assegno mensile, la garanzia e il potenziamento del tempo pieno (+ 50.000 bambini ne potranno usufruire da quest'anno), come da richiesta delle famiglie.
La razionalizzazione della spesa permetterà di intraprendere il processo di ammodernamento tecnologico delle scuole, della messa in sicurezza degli edifici e ridare qualità alla scuola italiana: questo è investire, spendere meglio i soldi pubblici. Non dimentichiamoci che il 97% della spesa del Ministero andava in stipendi, per docenti precari che non avevano sostenuto una prova di ingresso per valutare la loro preparazione, immessi nel circolo vizioso delle graduatorie in cambio di voti, tessere e potere contrattuale per i sindacati. Ottaviani della Cgil su La Voce ha ammesso che la scuola non è così di qualità. Il malato che necessita di ossigeno non può essere usato ad uso e consumo degli scopi del sindacato.
Scopi che non sono il bene della scuola. Il Ministero non è un ammortizzatore sociale. L'ossigeno è stato tolto da chi oggi lo esige. Si assumano le loro responsabilità. Prima o poi bisognava intervenire.
Tra l'altro, i dati sulla scelta delle famiglie parlano chiaro: il 30,4% ha scelto il tempo pieno, il 58,6% il maestro unico a 30 ore, l'11% il maestro unico a 24 e 27 ore (totale 69,6%).
Dunque urge un ammodernamento che permetta alla scuola di essere al passo con le sfide del futuro e perché la preparazione dei nostri figli al mondo del lavoro parta già dalle elementari. La verità è che proprio il sindacato ha contribuito alla lenta e inesorabile perdita di qualità, immettendo indiscriminatamente personale docente quando non ce n'era bisogno (calo delle nascite), con l'avvallo dei Ministri di sinistra che si sono succeduti negli anni, illudendo i precari che oggi protestano (sono più di 200.000 i tutta Italia). Un serio esame di coscienza sarebbe allora opportuno. E sarebbe opportuno anche che si avanzassero proposte: il Ministro e i suoi collaboratori sul territorio sono a disposizione, come già ribadito più volte.
A livello di enti locali (Comune e Provincia) inoltre, la linea è stata sempre la stessa: negare la diffusione corretta dell'informazione sulle novità, sostenendo che la scuola va difesa (da chi e che cosa non si sa), diffondendo disinformazione e scompiglio. La scuola ha bisogno delle energie positive del sindacato e dei politici locali di maggioranza, se ce ne sono e se non sono succubi gli uni degli altri.
Una parola anche per gli insegnanti che fanno politica in classe: per il bene dei bambini e degli studenti, si limitino a fare bene il proprio lavoro di educatori e lascino perdere le ideologie.
Il Forum "Per una scuola libera" si impegna ed è a disposizione per approfondire le tematiche della scuola ed è disponibile ad un confronto costruttivo per il bene della scuola".
La razionalizzazione della spesa permetterà di intraprendere il processo di ammodernamento tecnologico delle scuole, della messa in sicurezza degli edifici e ridare qualità alla scuola italiana: questo è investire, spendere meglio i soldi pubblici. Non dimentichiamoci che il 97% della spesa del Ministero andava in stipendi, per docenti precari che non avevano sostenuto una prova di ingresso per valutare la loro preparazione, immessi nel circolo vizioso delle graduatorie in cambio di voti, tessere e potere contrattuale per i sindacati. Ottaviani della Cgil su La Voce ha ammesso che la scuola non è così di qualità. Il malato che necessita di ossigeno non può essere usato ad uso e consumo degli scopi del sindacato.
Scopi che non sono il bene della scuola. Il Ministero non è un ammortizzatore sociale. L'ossigeno è stato tolto da chi oggi lo esige. Si assumano le loro responsabilità. Prima o poi bisognava intervenire.
Tra l'altro, i dati sulla scelta delle famiglie parlano chiaro: il 30,4% ha scelto il tempo pieno, il 58,6% il maestro unico a 30 ore, l'11% il maestro unico a 24 e 27 ore (totale 69,6%).
Dunque urge un ammodernamento che permetta alla scuola di essere al passo con le sfide del futuro e perché la preparazione dei nostri figli al mondo del lavoro parta già dalle elementari. La verità è che proprio il sindacato ha contribuito alla lenta e inesorabile perdita di qualità, immettendo indiscriminatamente personale docente quando non ce n'era bisogno (calo delle nascite), con l'avvallo dei Ministri di sinistra che si sono succeduti negli anni, illudendo i precari che oggi protestano (sono più di 200.000 i tutta Italia). Un serio esame di coscienza sarebbe allora opportuno. E sarebbe opportuno anche che si avanzassero proposte: il Ministro e i suoi collaboratori sul territorio sono a disposizione, come già ribadito più volte.
A livello di enti locali (Comune e Provincia) inoltre, la linea è stata sempre la stessa: negare la diffusione corretta dell'informazione sulle novità, sostenendo che la scuola va difesa (da chi e che cosa non si sa), diffondendo disinformazione e scompiglio. La scuola ha bisogno delle energie positive del sindacato e dei politici locali di maggioranza, se ce ne sono e se non sono succubi gli uni degli altri.
Una parola anche per gli insegnanti che fanno politica in classe: per il bene dei bambini e degli studenti, si limitino a fare bene il proprio lavoro di educatori e lascino perdere le ideologie.
Il Forum "Per una scuola libera" si impegna ed è a disposizione per approfondire le tematiche della scuola ed è disponibile ad un confronto costruttivo per il bene della scuola".







