De Carli e Bazzocchi sul tetto del 30% di ragazzi stranieri nelle scuole
domenica 10 gennaio 2010
"Accogliamo come un segnale positivo - affermano Mirko De Carli, consulente di diritto allo studio del Miur e Giulio Bazzocchi, coordinatore del Forum scuola libera - le considerazioni del Sindaco sul limite massimo del 30% di ragazzi stranieri a cominciare dall'a. s. 2010-2011 nelle classi prime delle scuole primarie, secondarie di I e II grado, proposto dal Ministro Gelmini.
In verità, la proposta della classi ponte partì lo scorso anno dal
Senatore della Lega Nord Cota, che subito fu tacciato di razzismo,
quando da decenni negli altri paesi europei le classi ponte esistono
già.
Sono giustamente provvedimenti di buon senso che un Governo che opera con il buon senso mette in atto. Nelle linee politiche in generale, in particolare e provvidenzialmente per la scuola, dopo decenni di sperpero di danaro pubblico a scapito della qualità e della valorizzazione delle risorse umane. Le classi ponte e il tetto del 30% sono il viatico perché la nostra civiltà non si dissolva e perché i valori cristiani che ne sono alla base, garanzia della laicità dello Stato, siano preservati e conservati.
Ci auguriamo che ora che si è trovato un punto di incontro nessuno più si lasci andare a esternazioni e prese di posizione che non cercano il confronto per la scuola ma che fanno solo parte di una strenua difesa di un patrimonio, quello della scuola italiana, che deve tornare ad essere di tutti (in quanto statale) e non proprietà privata di pochi.
Concludiamo col dire che anche se non si condivide la politica di un Governo, il lavoro sul territorio per la scuola deve andare oltre gli schieramenti partitici, nella libertà. Noi ci siamo: sempre".
Sono giustamente provvedimenti di buon senso che un Governo che opera con il buon senso mette in atto. Nelle linee politiche in generale, in particolare e provvidenzialmente per la scuola, dopo decenni di sperpero di danaro pubblico a scapito della qualità e della valorizzazione delle risorse umane. Le classi ponte e il tetto del 30% sono il viatico perché la nostra civiltà non si dissolva e perché i valori cristiani che ne sono alla base, garanzia della laicità dello Stato, siano preservati e conservati.
Ci auguriamo che ora che si è trovato un punto di incontro nessuno più si lasci andare a esternazioni e prese di posizione che non cercano il confronto per la scuola ma che fanno solo parte di una strenua difesa di un patrimonio, quello della scuola italiana, che deve tornare ad essere di tutti (in quanto statale) e non proprietà privata di pochi.
Concludiamo col dire che anche se non si condivide la politica di un Governo, il lavoro sul territorio per la scuola deve andare oltre gli schieramenti partitici, nella libertà. Noi ci siamo: sempre".







