Sospeso il pozzo metanifero di San Pietro in Vincoli

mercoledì 08 aprile 2009

"Con grande soddisfazione - si legge in una nota dell'Associazione Clan-Destino O.n.l.u.s. - apprendiamo dalla stampa odierna che la direzione Generale per le risorse minerarie ed energetiche del ministero dello Sviluppo che aveva autorizzato la perforazione del pozzo metanifero a San Pietro in Vincoli ha riconosciuto l'esistenza dell'incompletezza della procedura autorizzativa,  ordinando cosi' alla societa' petrolifera inglese di sospendere le trivellazioni.
 


Troppo spesso assistiamo al fiorire di progetti devastanti che, solo ed esclusivamente per il solo interesse economico portano continuamente ferite gravissime al nostro territorio .
La cosa gravissima, sottolineata anche nell'intervento della vice Presidente della nostra associazione Michela Nanni durante l'affollatissima assemblea svoltasi a San Pietro in Vincoli la settimana scorsa, e' chenella quasi totalita', questi interventi vengono approvati dalle amministrazioni che ben si guardano di informare la cittadinanza coinvolta ed anche chi ne e' direttamente interessato.
Vogliamo sottolineare come il territorio della nostra area sia gravemente minato dalla subsidenza e di come ogni giorno l'erosione divori la nostra costa arrecando anche gravi danni al turismo .....
sarebbe sufficiente solo un po' di buonsenso e di lungimiranza da parte degli amministratori per far si che questi progetti venissero respinti immediatamente al mittente......ma non e' cosi'....altri pozzi di estrazione sono stati richiesti al largo della nostra costa...ed altri ne arriveranno perche' chi ci "amministra" e' completamente cieco e non vede altro che lo sfruttamento delle fonti fossili (gas, petrolio ecc) , non considerando al contrario le reali fonti rinnovabili.
Ma l'estrazione indiscriminata  non  produce solo gravi danni per il territorio, per la costa, per la stabilita' degli edifici, ma potrebbe divenire anche un serio e reale pericolo per la nostra agricoltura di qualita'....infatti l'abbassamento del suolo  potrebbe permettere la risalita dell'acqua salata nelle falde freatiche ove attingono i sistemi di irrigazione messi a punto dalle  tante  aziende agricole.
Resta comunque il fatto grave che la costruzione del pozzo e le operazioni di estrazioni sono state iniziate ed attivate senza le dovute  autorizzazioni, ed eventuali verifiche ,  creando fastidi e danni al territorio, ai cittadini e da ai residenti, creando forse le condizioni affinche' gli stessi ma anche le amministrazioni locali possano procedere con una eventuale richiesta di risarcimento per i danni subiti".
 

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