Il miele, Tonino Guerra incontra Jurij Ljubimov

mercoledì 07 luglio 2010

Due grandi del Novecento si incontrano sul palcoscenico del Teatro Alighieri, mescolando l'incanto della parola poetica e quello di un teatro che si nutre di poesia. Il pubblico di Ravenna Festival potrà assistere infatti alla creazione congiunta di Tonino Guerra e Jurij Ljubimov 'Il Miele', prodotto dal Teatro Taganka di Mosca per festeggiare i 90 anni del poeta di Santarcangelo e presentato per la prima volta in Italia.

Prima dello spettacolo, che sarà presentato in lingua originale (in russo), lo stesso Tonino Guerra leggerà alcuni brani del poema, spiegando la genesi dell'evento. Sipario domani alle 21.

Si tratta del primo incontro artistico dei due 'grandi vecchi', per altro amici di lunghissima data, lo sceneggiatore-poeta del migliore cinema dell'ultimo mezzo secolo e il regista-demiurgo del leggendario e sovversivo Taganka di Mosca. Insieme sono stati in grado di condensare la saggezza di una lunga vita - 90 anni l'uno, 93 l'altro -  nella naturalezza di un gesto artistico che sempre lascia intravedere lo sguardo incantato dell'infanzia. E' lungo il filo della memoria che scorre 'Il Miele': la memoria del ritmo secolare delle cose umane, di un mondo e di un tempo perduti che continuano però a vibrare nel cuore degli uomini. Come le lacrime e le gioie della vita, il cui dolce miele si assapora dalla lama pungente di un coltello.

"Tra cent'anni tutti impareranno il romagnolo per leggere nell'originale le giornate dei due vecchi fratelli", scriveva Italo Calvino. Però lo storico direttore del Teatro Taganka non poteva 'aspettare' che questa profezia si avverasse. Quasi mezzo secolo fa Ljubimov aveva sperimentato un nuovo tipo di spettacolo: il montaggio di testi di poesia o di prosa, mescolati a canzoni spesso composte dagli attori stessi. Un lavoro drammaturgico che si è via via raffinato, fino ad arrivare appunto a 'Il Miele', per l'omaggio all'amico italiano. Una versione, dunque, in russo, del poema edito nel 1981 a Rimini e più volte ristampato; un evento molto "musicale e visivo, non solo poetico", come spiega lo stesso Tonino Guerra.

Il testo racconta di due fratelli che vivono una vita piena, fino al colmo delle emozioni, di gioia, ma anche di tragedia. In un paese sono rimasti solo nove abitanti, che stanno per concludere le loro esistenze, circondati da fiori e alberi. Della vita buona, solida, con basi forti e con il senso della verità, sono rimasti solo i ricordi. Il suono della campana della chiesa, con le sue vibrazioni, soglia il giardino che sfa sfiorendo: a ogni rintocco della campana i petali dei fiori cadono. Nel poema si susseguono immagini di un mondo pacato ("La buona stagione è arrivata con un'ape che bussava ai vetri. La Bina si è tolta gli scarponi e cammina scalza dietro la sua capra. Il sole s'infila nell'occhiello dell'ago che tiene in mano la Filomena"), in cui le faccende quotidiane hanno il giusto ritmo maturato nei secoli; un mondo che in realtà non esiste più. Fino  all'ora fatale, affrontata dai fratelli ancora e sempre insieme.
"Ma 'Miele' - spiega il regista e drammaturgo - non è un poema sulla fine della vita, che è sempre triste, ma una lucida preghiera di ringraziamento alla vita per il fatto che ci è stata data. Perché anche sulla punta della lama di un coltello, il miele rimane sempre miele".

Lo spettacolo è andato in scena a Mosca il 23 aprile 2010, dopo un'anteprima il 16 aprile, giorno del 90esimo compleanno di Tonino Guerra. La 'prima' italiana, al Teatro Alighieri, è stata resa possibile grazie al contributo di un gruppo di amici russi e italiani: Alexander Borodin, Serghei Dronov, Igor Sciavva, Marisa Gamberi, Paolo Trento e Oscar Farinetti.
I sostenitori della serata hanno anche deciso di offrire un'opportunità speciale agli abbonati e ai titolari di carnet del Festival: 200 biglietti in omaggio, che potranno essere ritirati alla biglietteria del Teatro Alighieri, esibendo appunto l'abbonamento o la card 2010.

Nelle vite di Tonino Guerra e Jurij Ljubimov si possono notare alcuni 'parallelismi'. Tonino Guerra ha cominciato a scrivere poesie nel campo di concentramento tedesco Troisdorf. Le componeva in dialetto romagnolo, per dare sostegno ai compaesani prigionieri. Jurj Ljubimov in quei tempi combatteva sul fronte, difendendo il paese e il mondo dal fascismo; così allestiva con la propria troupe spettacoli teatrali in prima linea, per sostenere il morale dei soldati. Quando Jurij Ljubimov fu espulso dalla Russia (nel 1984) e privato della sua cittadinanza, e l'Europa lo accoglieva come trionfatore, è stata proprio l'Italia a offrirgli la particolare ospitalità. Ljubimov considera l'Italia la sua seconda casa, ma anche la vita e l'arte di Tonino Guerra sono strettamente legate alla Russia: è vissuto a lungo a Mosca, dove ha conosciuto la moglie Lora.

Biglietti: posto unico 12 euro (ridotto 10)

L'omaggio a Tonino Guerra avrà un prologo in musica all'interno della rassegna 'Alle 7 della sera' sempre giovedì 8 luglio. I Chiostri della Biblioteca Classense ospiteranno infatti alle 19.00 un concerto di Daniela Piccari, affiancata dai musicisti Andrea Alessi, Gianni Perinelli, Diego Sapignoli, Dimitri Sillato, Simone Zanchini. La tradizione popolare romagnola si fonderà con il jazz, la musica etnica e la chanson francese; poesie di Raffaello Baldini, Nino Pedretti e appunto Tonino Guerra saranno 'trasformate' in canzoni, per un programma che unirà realismo e raffinatezza espressiva. Ingresso libero. 

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